Quando si parla di mercato immobiliare alle Canarie, in particolare quando si considera una casa Canarie, c’è un argomento che ciclicamente torna al centro del dibattito: l’acquisto di immobili da parte degli stranieri.
Italiani, britannici, tedeschi e cittadini provenienti da molti altri Paesi continuano a vedere nelle Isole Canarie un luogo interessante non soltanto per trascorrere le vacanze, ma anche per trasferirsi, acquistare una seconda casa o investire.
E i numeri confermano che la presenza del compratore straniero nel mercato immobiliare dell’Arcipelago rimane molto importante.
Ma è proprio qui che bisogna fermarsi un momento.
Perché dietro a un dato apparentemente semplice si nasconde una realtà molto più complessa.
Gli stranieri comprano davvero così tante case alle Canarie?
Sì. Ma bisogna leggere correttamente i numeri.
Le Canarie continuano a essere una delle Comunità Autonome spagnole nelle quali il peso degli acquirenti stranieri è maggiore. Negli ultimi anni la loro quota si è mantenuta su livelli molto superiori alla media nazionale.
Allo stesso tempo, però, i dati più recenti mostrano anche un rallentamento.
Nella seconda metà del 2025, per esempio, le compravendite di vivienda libre effettuate da stranieri alle Canarie sono diminuite del 10,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questo è interessante perché ci permette di sfatare immediatamente una prima convinzione: non siamo necessariamente davanti a una crescita continua e incontrollata degli acquisti stranieri.
La loro presenza rimane molto rilevante, certamente, ma il mercato sta cambiando.
Perché le Canarie continuano ad attirare così tanti compratori stranieri?
La risposta non può essere ridotta semplicemente al clima.
Naturalmente vivere in un territorio con temperature miti durante praticamente tutto l’anno, affacciato sull’Atlantico e perfettamente collegato con numerose città europee rappresenta un’enorme attrattiva.
Ma c’è molto altro.
Negli ultimi anni le Canarie sono diventate una destinazione scelta da persone che decidono di cambiare realmente vita.
Ci sono pensionati che decidono di trascorrere qui gran parte dell’anno, professionisti che lavorano da remoto, famiglie che si trasferiscono stabilmente, imprenditori che aprono un’attività e persone che acquistano semplicemente una seconda abitazione.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che spesso viene dimenticato quando si parla genericamente di “compratori stranieri”.
Straniero non significa necessariamente turista.
Una persona può essere italiana, tedesca o francese e scegliere Tenerife come propria residenza abituale, lavorare sull’isola, iscrivere i figli a scuola e costruire qui la propria vita.
Esattamente come può acquistare un immobile senza alcuna intenzione di trasferirsi.
Sono situazioni profondamente diverse che spesso, nel dibattito pubblico, finiscono invece nello stesso contenitore.
Il problema della casa alle Canarie esiste. Ma ha una sola causa?
No.
Ed è probabilmente questo il punto più importante.
Le Canarie stanno affrontando da tempo una seria difficoltà nell’accesso alla vivienda, soprattutto per i residenti.
I prezzi sono aumentati, trovare un affitto a lungo termine in determinate zone è diventato molto difficile e l’offerta disponibile non riesce sempre a rispondere alla domanda.
Di fronte a questa situazione è inevitabile cercare delle cause.
Gli acquisti stranieri rappresentano certamente uno degli elementi che esercitano pressione sul mercato, soprattutto in determinate zone turistiche e costiere.
Ma attribuire l’intero problema agli stranieri sarebbe una semplificazione.
La questione riguarda anche la quantità di nuove abitazioni disponibili, le case vuote, la crescita demografica, la concentrazione della domanda in determinate aree, gli affitti turistici, i tempi della pianificazione urbanistica e la disponibilità di vivienda pública.
In altre parole: il problema immobiliare delle Canarie è strutturale e ha molte cause contemporaneamente.
Si sta davvero pensando di limitare gli acquisti ai non residenti?
Sì. E qui arriviamo alla parte probabilmente più interessante del dibattito attuale.
Il Governo delle Canarie sta chiedendo da tempo la possibilità di introdurre misure specifiche per limitare o condizionare l’acquisto di abitazioni da parte dei non residenti, soprattutto quando l’immobile non viene acquistato con l’obiettivo di diventare una residenza effettiva.
Nel 2026 la questione è arrivata anche sul tavolo europeo.
L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere strumenti eccezionali che permettano alle Canarie, proprio per le caratteristiche particolari di un territorio insulare e limitato, di intervenire maggiormente sul proprio mercato immobiliare.
Ma attenzione a una distinzione fondamentale:
discutere una misura non significa che quella misura sia già in vigore.
Ed è proprio su argomenti come questo che spesso nascono titoli allarmistici e informazioni poco precise.
Ad oggi non significa che un cittadino italiano o europeo che desidera acquistare una casa a Tenerife non possa farlo.
Il dibattito riguarda piuttosto quali strumenti potranno essere introdotti in futuro per proteggere maggiormente l’accesso alla casa da parte dei residenti e limitare eventuali fenomeni puramente speculativi.
E per un italiano che vuole comprare casa a Tenerife cosa cambia?
Questa è probabilmente la domanda che interessa maggiormente molti dei nostri lettori.
Oggi un cittadino italiano può continuare ad acquistare un immobile alle Canarie.
Ciò che sta cambiando, però, è il contesto.
Il mercato immobiliare è diventato più complesso, le normative legate all’utilizzo degli immobili sono sempre più importanti e acquistare una casa senza sapere esattamente che uso se ne potrà fare può trasformarsi in un errore costoso.
Comprare un’abitazione per trasferirsi stabilmente è una cosa.
Comprare una seconda casa è un’altra.
Acquistare pensando di destinarla alla locazione tradizionale oppure alla vivienda vacacional apre scenari ancora differenti.
Per questo oggi, probabilmente più che qualche anno fa, non basta trovare una casa che piace e concordare un prezzo.
Prima di firmare è fondamentale verificare la situazione urbanistica e documentale dell’immobile, eventuali vincoli, la destinazione d’uso, le possibilità reali di utilizzo e tutti gli aspetti amministrativi e legali collegati all’operazione.
Un mercato che sta entrando in una nuova fase
Il vero punto, quindi, non è stabilire se gli stranieri siano “troppi” o “pochi”.
La questione è capire come un territorio limitato come quello delle Canarie possa continuare a essere aperto agli investimenti e alle persone che scelgono di viverci, garantendo allo stesso tempo ai residenti un accesso sostenibile alla casa.
È un equilibrio difficile.
E probabilmente sarà uno dei grandi temi politici e immobiliari dei prossimi anni nell’Arcipelago.
Per chi sta pensando di trasferirsi o acquistare un immobile a Tenerife, quindi, il messaggio non deve essere quello di avere paura.
Deve essere esattamente il contrario:
informarsi bene prima di acquistare.
Perché le Canarie continuano a rappresentare un territorio estremamente interessante per chi vuole costruire qui un progetto di vita o effettuare un investimento.
Ma il mercato sta evolvendo.
E conoscere le regole, distinguere le notizie dalle proposte ancora in discussione e valutare correttamente ogni singola operazione è diventato fondamentale.
Asimar Tenerife accompagna i propri clienti in tutte le fasi del percorso: dalla ricerca immobiliare alla verifica degli aspetti amministrativi e legali, fino alle pratiche necessarie per chi decide di trasferirsi stabilmente sull’isola.
Perché cambiare vita può essere un progetto bellissimo.
Ma è sempre meglio farlo sapendo esattamente dove si stanno mettendo i piedi.
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