Negli ultimi anni, alle Canarie, uno degli argomenti più discussi quando si parla di emergenza abitativa è senza dubbio la Vivienda Vacacional.
L’idea alla base di molte delle nuove misure introdotte per regolamentare il settore è piuttosto semplice: limitando la crescita degli alloggi destinati all’affitto turistico, una parte delle abitazioni potrebbe tornare sul mercato residenziale e diventare nuovamente disponibile per chi vive e lavora stabilmente sulle isole.
Ma oggi una domanda sorge spontanea: sta realmente accadendo?
Perché mentre il settore della Vivienda Vacacional sta attraversando una fase di profondo cambiamento e l’offerta mostra segnali di ridimensionamento, trovare una casa in affitto a lungo termine a Tenerife continua a essere estremamente complicato. E, soprattutto, i prezzi non sembrano diminuire.
Meno Viviendas Vacacionales significa automaticamente più affitti?
Non necessariamente.
Per molto tempo una parte del dibattito pubblico ha individuato negli affitti turistici una delle principali cause della scarsità di abitazioni disponibili per i residenti.
Il ragionamento è comprensibile: se un appartamento viene utilizzato per ospitare turisti, quello stesso appartamento non viene affittato a una famiglia con un contratto di lunga durata.
Il problema è che il mercato immobiliare non funziona attraverso un’equazione così semplice.
Un proprietario che decide di abbandonare la Vivienda Vacacional, infatti, non necessariamente trasforma il proprio immobile in un alquiler de larga temporada.
Può decidere di venderlo, utilizzarlo personalmente, lasciarlo a disposizione della famiglia oppure mantenerlo vuoto in attesa di capire come evolverà il mercato.
Ed è proprio qui che si trova uno dei punti centrali della questione.
Il vero problema è la scarsità di abitazioni disponibili
La pressione sul mercato immobiliare delle Canarie nasce dall’incontro di numerosi fattori.
Negli ultimi anni è aumentata la domanda di abitazioni, sia da parte dei residenti sia da parte di persone provenienti dall’estero che scelgono le isole per trasferirsi, lavorare, investire o trascorrere lunghi periodi dell’anno.
Parallelamente, l’offerta di nuove abitazioni non è cresciuta allo stesso ritmo.
A questo si aggiungono i tempi necessari per costruire nuove case, la disponibilità limitata di terreno edificabile in alcune zone, gli immobili inutilizzati o da ristrutturare e una parte di proprietari che continua a considerare l’affitto residenziale poco conveniente o troppo rischioso.
Il risultato è semplice: molte persone cercano casa e le abitazioni disponibili continuano a essere poche.
E quando la domanda supera nettamente l’offerta, difficilmente i prezzi diminuiscono.
Anche i proprietari hanno cambiato atteggiamento
C’è poi un altro elemento del quale si parla meno.
Negli ultimi anni molti proprietari sono diventati più selettivi nella scelta degli inquilini.
Per ottenere un alquiler de larga temporada vengono spesso richiesti contratti di lavoro, nóminas, dimostrazione della solvibilità economica e, in alcuni casi, ulteriori garanzie.
Questo significa che il problema non riguarda soltanto quanto costa affittare una casa, ma anche quanto è diventato difficile riuscire ad accedere a quell’affitto.
Per una famiglia appena arrivata alle Canarie, per un lavoratore autonomo o per chi non possiede ancora una lunga documentazione reddituale spagnola, la ricerca può diventare particolarmente complessa.
E allora limitare le Viviendas Vacacionales non serve?
La questione è più articolata.
Regolamentare il settore turistico può certamente contribuire a evitare che intere zone residenziali si trasformino progressivamente in aree destinate quasi esclusivamente all’ospitalità turistica.
Ma pensare che la sola riduzione delle Viviendas Vacacionales possa risolvere il problema dell’accesso alla casa rischia di creare aspettative difficili da soddisfare.
Per aumentare realmente l’offerta residenziale servono probabilmente interventi su più fronti: nuove costruzioni, recupero degli immobili inutilizzati, maggiore disponibilità di vivienda protegida, incentivi per riportare abitazioni vuote sul mercato e condizioni che rendano l’affitto di lunga durata sufficientemente sicuro sia per l’inquilino sia per il proprietario.
Il mercato sta mandando un messaggio molto chiaro
Quello che sta accadendo alle Canarie dimostra soprattutto una cosa: il problema della casa non ha una sola causa e, di conseguenza, difficilmente potrà avere una sola soluzione.
La Vivienda Vacacional rappresenta certamente una parte del fenomeno, soprattutto nelle località a maggiore pressione turistica, ma dietro la difficoltà di trovare un alquiler de larga temporada esiste un problema strutturale molto più ampio.
Ed è proprio per questo che nei prossimi mesi sarà particolarmente interessante osservare cosa accadrà.
Se una parte degli immobili che usciranno dal mercato turistico arriverà effettivamente sul mercato residenziale, potremmo assistere a un aumento dell’offerta.
Se invece quelle abitazioni verranno vendute, mantenute come seconde case o semplicemente ritirate dal mercato, l’effetto sugli affitti potrebbe essere molto più limitato di quanto molti immaginavano.
Una cosa, almeno per il momento, appare evidente: ridurre la Vivienda Vacacional non significa automaticamente rendere più facile trovare casa alle Canarie.
E forse è proprio da questa consapevolezza che dovrebbe partire il prossimo capitolo del dibattito sull’emergenza abitativa nelle isole.
Asimar Tenerife
Informazione, consulenza e servizi per chi vive, investe o sceglie di trasferirsi alle Canarie.

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