Negli ultimi anni le Canarie sono diventate una delle destinazioni preferite da chi desidera avviare un’attività in proprio, lavorare come freelance o trasferire il proprio business in un contesto fiscalmente più favorevole rispetto a molte altre realtà europee. Proprio per questo motivo, qualsiasi novità che riguarda il mondo degli autonomi suscita sempre grande interesse.
Tra le novità più importanti del 2026 c’è sicuramente l’innalzamento della soglia del cosiddetto REPEP, il Régimen Especial del Pequeño Empresario o Profesional, un regime speciale del sistema fiscale canario che consente ai piccoli imprenditori e professionisti di beneficiare di una significativa semplificazione degli adempimenti legati all’IGIC, l’imposta indiretta che nelle Canarie sostituisce l’IVA.
La modifica è particolarmente rilevante perché il limite massimo di fatturato passa da 30.000 a 50.000 euro annui, con un aumento di oltre il 66%. Una variazione che amplia notevolmente la platea di professionisti che potranno accedere a questo regime agevolato.
Ma cosa significa concretamente? Chi potrà beneficiarne? E soprattutto, conviene davvero aderire a questo regime?
Per comprenderlo è necessario fare un piccolo passo indietro.
Molti italiani che si trasferiscono a Tenerife e aprono un’attività scoprono rapidamente che il sistema fiscale delle Canarie presenta alcune peculiarità che non esistono nel resto della Spagna. La più conosciuta è sicuramente l’IGIC, l’Impuesto General Indirecto Canario, che sostituisce l’IVA e prevede aliquote generalmente più basse.
All’interno di questo sistema esiste il REPEP, un regime pensato per alleggerire il peso burocratico e amministrativo dei piccoli professionisti e delle microimprese. In pratica, chi aderisce al regime non applica l’IGIC nelle proprie fatture e beneficia di procedure amministrative molto più semplici rispetto al regime ordinario.
Fino ad oggi il limite per accedere al REPEP era fissato a 30.000 euro di volume d’affari annuo. Una soglia che negli anni è stata spesso considerata troppo bassa, soprattutto considerando l’aumento generalizzato dei costi e dell’inflazione. Molti autonomi che superavano di poco quel limite si ritrovavano improvvisamente costretti ad affrontare una gestione fiscale molto più complessa.
Per questo motivo il Governo delle Canarie ha deciso di intervenire elevando la soglia a 50.000 euro annui. Secondo le stime ufficiali, la misura potrebbe interessare circa 11.000 autonomi dell’arcipelago, rendendola una delle iniziative fiscali più significative degli ultimi anni per il lavoro autonomo nelle isole.
L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre il carico burocratico e favorire l’imprenditorialità, soprattutto per le attività di dimensioni più ridotte che spesso faticano a sostenere gli stessi adempimenti richiesti a realtà molto più strutturate.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio la semplificazione amministrativa.
Attualmente molti autonomi devono gestire dichiarazioni periodiche, registrazioni contabili e vari adempimenti collegati all’IGIC. Con il nuovo regime, per chi rientra nei requisiti, il numero delle dichiarazioni può ridursi drasticamente, passando da diversi adempimenti annuali ad una gestione molto più snella. Il Governo delle Canarie ha sottolineato che questa misura punta soprattutto a liberare tempo e risorse per chi lavora in proprio, permettendo agli imprenditori di concentrarsi maggiormente sulla propria attività anziché sulla burocrazia.
Naturalmente esiste anche l’altra faccia della medaglia.
Chi aderisce al REPEP non applica l’IGIC nelle fatture emesse, ma in compenso non può recuperare l’IGIC pagato sugli acquisti e sulle spese professionali. Questo significa che il regime non è necessariamente conveniente per tutti.
Pensiamo ad esempio a un consulente che lavora principalmente da casa e sostiene poche spese operative durante l’anno. In un caso simile il regime potrebbe risultare estremamente vantaggioso grazie alla semplificazione amministrativa.
Diversa potrebbe essere la situazione di un’attività che deve acquistare attrezzature costose, sostenere importanti investimenti o affrontare elevate spese correnti. In questi casi la possibilità di recuperare l’IGIC sugli acquisti potrebbe rendere il regime ordinario più interessante.
Per questo motivo è importante evitare conclusioni affrettate. La scelta dovrebbe sempre essere valutata caso per caso, tenendo conto del fatturato, della struttura dei costi e delle prospettive di crescita dell’attività.
Un altro aspetto che ha generato alcune domande riguarda la tempistica della riforma.
Le nuove disposizioni prevedono un periodo transitorio nel corso del 2026, mentre dal 2027 il nuovo limite di 50.000 euro entrerà pienamente nella disciplina ordinaria del REPEP. Sono state inoltre previste misure specifiche per consentire il rientro nel regime di alcuni professionisti che erano stati esclusi in passato esclusivamente per aver superato la vecchia soglia dei 30.000 euro.
Per molti italiani che stanno pensando di trasferirsi a Tenerife o alle Canarie e aprire una propria attività, questa novità rappresenta un segnale importante. Il Governo regionale sta infatti cercando di rendere più semplice l’avvio e la gestione delle piccole attività economiche, riducendo gli ostacoli burocratici che spesso scoraggiano chi desidera mettersi in proprio.
È però fondamentale ricordare che il REPEP non sostituisce una corretta pianificazione fiscale. Ogni situazione professionale presenta caratteristiche differenti e ciò che può essere vantaggioso per un libero professionista potrebbe non esserlo per un commerciante, per un’attività turistica o per una società.
La novità dei 50.000 euro rappresenta senza dubbio una delle riforme fiscali più interessanti del 2026 per gli autonomi canari. L’innalzamento della soglia consentirà a migliaia di professionisti di accedere a un sistema più semplice, con meno burocrazia e una gestione fiscale più snella. Tuttavia, come spesso accade in materia tributaria, la soluzione migliore non è uguale per tutti.
Prima di aderire a qualsiasi regime fiscale è sempre consigliabile analizzare attentamente la propria situazione con professionisti qualificati, valutando non soltanto il risparmio immediato, ma anche gli effetti a medio e lungo termine sul proprio business.
Per chi vive o desidera trasferirsi a Tenerife, conoscere questi cambiamenti significa poter prendere decisioni più consapevoli e sfruttare al meglio le opportunità offerte dal sistema fiscale delle Canarie.
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