A Tenerife trovare una casa in affitto a lungo termine è diventato, per molte persone, una vera impresa.
Gli annunci ricevono decine di richieste in pochissimo tempo, i prezzi sono aumentati e la domanda continua ad essere molto alta. Eppure, contemporaneamente, esistono proprietari che hanno una seconda casa e preferiscono lasciarla vuota.
A prima vista può sembrare un controsenso ma se c’è così tanta richiesta, perché non affittarla?
La risposta è molto più semplice di quanto sembri: per molti proprietari affittare non viene più percepito soltanto come un’opportunità, ma anche come un rischio.
Chi lavora quotidianamente nel settore immobiliare conosce bene le domande che arrivano dai proprietari: e se l’inquilino smette di pagare? o se danneggia la casa? oppure ancora e se alla scadenza del contratto non vuole andare via? o se ho bisogno di recuperare l’immobile?
Sono preoccupazioni che non possono essere liquidate semplicemente dicendo che “non succederà”.
La normativa spagnola prevede naturalmente strumenti a tutela del proprietario. La Ley de Arrendamientos Urbanos stabilisce, per esempio, che il mancato pagamento del canone costituisce una causa di risoluzione del contratto. Ma esistono procedure e garanzie che devono essere rispettate e, soprattutto, nel 2026 rimangono in vigore alcune misure straordinarie relative alle situazioni di vulnerabilità economica.
Ed è proprio questa complessità a generare spesso insicurezza.
Non necessariamente perché affittare sia una cattiva scelta, ma perché affittare senza conoscere bene l’inquilino, il contratto e gli strumenti di tutela può diventarlo.
Ma anche tenere una casa vuota ha un costo e c’è però un altro lato della questione del quale si parla molto meno.
Una casa vuota non è una casa “a costo zero”:continuano ad esistere imposte, spese condominiali quando presenti, assicurazione, manutenzione. Inoltre, ci sono inevitabili piccoli interventi che un immobile richiede nel tempo.
A questo si aggiunge un costo invisibile, ma spesso molto più importante. Infatti, parliamo del reddito che quell’immobile potrebbe produrre e che il proprietario sta scegliendo di non percepire.
Facciamo un esempio molto semplice: un’abitazione che potrebbe essere affittata a 900 euro al mese ha un potenziale reddito lordo di 10.800 euro all’anno.
Lasciarla vuota per tre anni significa rinunciare potenzialmente a oltre 32.000 euro di canoni lordi. Questo prima naturalmente di considerare imposte, spese, eventuali periodi senza inquilino e costi di gestione.
Vista da questa prospettiva, la domanda cambia. Il vero problema forse non è la mancanza di case. Tuttavia, il tema diventa ancora più interessante se guardiamo ciò che sta accadendo alle Canarie.
A Luglio 2026 le viviendas vacacionales disponibili sulle piattaforme analizzate dall’ISTAC erano 39.678, circa il 15% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Tenerife rappresentava da sola il 41% dell’offerta vacacional dell’arcipelago. (Gobierno de Canarias)
Sono numeri che raccontano un mercato in trasformazione, ma sarebbe troppo semplice pensare che ogni abitazione che esce dal mercato vacacional finisca automaticamente nell’affitto residenziale.
Un proprietario può vendere, utilizzare personalmente l’immobile, lasciarlo temporaneamente inutilizzato oppure semplicemente decidere che l’affitto a lungo termine non gli offre abbastanza tranquillità.
Ed è interessante che persino le indagini ufficiali del Governo delle Canarie sulle abitazioni prevedano, tra le possibili ragioni per cui una seconda casa rimane vuota, proprio il fatto che al proprietario “non convince affittarla”. Le stesse rilevazioni chiedono inoltre quali garanzie renderebbero più interessante aderire a programmi destinati a riportare queste abitazioni sul mercato. Includono la garanzia del pagamento del canone e quella di recuperare l’immobile nelle condizioni concordate. (Gobierno de Canarias)
Questo ci dice qualcosa di importante.
Forse una parte della soluzione al problema abitativo non consiste soltanto nel costruire nuove case o regolamentare quelle esistenti.
Consiste anche nel restituire fiducia a chi potrebbe mettere una casa sul mercato ma oggi ha paura di farlo.
Affittare bene comincia prima dell’inquilino. Quando si parla di gestione di un affitto si pensa spesso che il lavoro inizi con la pubblicazione dell’annuncio. Ma in realtà dovrebbe iniziare molto prima.
Bisogna capire quale sia il valore corretto dell’immobile, scegliere il tipo di locazione più adatto, verificare la documentazione. Inoltre, bisogna definire correttamente le condizioni contrattuali e soprattutto selezionare con attenzione il futuro inquilino.
Non significa cercare una persona che possa garantire che “non succederà mai niente”, quella garanzia semplicemente non esiste.
Significa invece ridurre il rischio il più possibile prima di consegnare le chiavi. Verificare la situazione economica del candidato, la stabilità delle entrate, la documentazione presentata e l’adeguatezza del profilo rispetto al canone richiesto può fare una differenza enorme.
E quando necessario esistono ulteriori strumenti di tutela, comprese assicurazioni contro il mancato pagamento del canone.
Un buon contratto, inoltre, non dovrebbe essere semplicemente un modello scaricato da internet e compilato con due nomi e un indirizzo.
Ogni immobile e ogni rapporto di locazione hanno caratteristiche diverse, il proprietario non dovrebbe diventare un gestore immobiliare
C’è infine un aspetto che spesso viene sottovalutato: affittare una casa significa anche gestirla.
Telefonate, documentazione, pagamenti, eventuali problemi nell’immobile, rapporti con l’inquilino, rinnovi, comunicazioni e imprevisti.
Per un proprietario che vive fuori Tenerife tutto questo può diventare ancora più complicato, ed è proprio qui che cambia il concetto stesso di affitto.
La scelta non deve necessariamente essere tra “lascio la casa vuota” e “mi occupo personalmente di tutto”.
Esiste una terza possibilità: affidarne la gestione a qualcuno che conosca il mercato e possa seguire il rapporto dall’inizio alla fine.
Una casa dovrebbe essere un patrimonio, non una preoccupazione
In Asimar lavoriamo ogni giorno tra immobili, contratti e pratiche amministrative e sappiamo che dietro una casa in affitto non esistono soltanto numeri, esistono persone!
Da una parte chi cerca un posto in cui vivere, dall’altra chi sta affidando a uno sconosciuto un bene che spesso rappresenta anni di sacrifici. Può anche rappresentare un investimento o una parte importante del proprio patrimonio.
Per questo abbiamo deciso di sviluppare ulteriormente il nostro servizio dedicato ai proprietari che vogliono mettere a reddito il proprio immobile. Tuttavia, non dovranno affrontare da soli tutta la gestione.
Il punto di partenza è molto semplice: quanto potrebbe rendere oggi la tua casa a Tenerife?
Se possiedi un immobile che utilizzi poco, che è rimasto vuoto oppure che stai pensando di mettere in affitto, possiamo partire da una valutazione della sua possibile rendita. Inoltre, possiamo capire insieme quale soluzione possa essere più adatta.
Perché forse la tua casa vuota non è un problema, è semplicemente un’opportunità che non hai ancora deciso come gestire.
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